Dal 1955, una storia di valore

Era il 1955. La guerra era ormai finita, ma aveva lasciato tracce indelebili nelle persone e sul territorio. Quelle del dopoguerra erano macerie vere, che narravano, mute, la morte e la distruzione portata dal secondo conflitto mondiale. Ma in chi era sopravvissuto era rimasta la capacità di guardare oltre e di pensare alla ricostruzione.

E’ in questo contesto, fatto di memoria, di sofferenza, ma soprattutto di tanta voglia di ricominciare e di rimettersi in gioco, che nasce la Banca Popolare del Cassinate, alla quale diede vita un gruppo coraggioso di uomini che misero le proprie competenze, la propria professionalità, la propria onorabilità a servizio della comunità e del nuovo progetto. Erano 43 soci, guidati dal Senatore Carlo Restagno, all’epoca Sindaco di Cassino, che aveva intuìto la voglia di rinascita che animava la città di Cassino e aveva immaginato che una Banca Popolare, amministrata e diretta da persone del posto, potesse essere un prezioso contributo per la ricostruzione e potesse davvero animare la ripresa delle prime iniziative artigianali, commerciali ed imprenditoriali.

C’era bisogno di ricominciare, di far ripartire economicamente e socialmente il territorio.

La Banca venne costituita ufficialmente il 5 febbraio del 1955, presso lo Studio del Notaio Osvaldo Violo con un capitale sociale di lire 11.500.000

Ci volle coraggio per un’iniziativa davvero ambiziosa, che vide soci e dipendenti mettere impegno, generosità, intraprendenza, professionalità e anche il loro buon nome e la loro onestà a servizio del territorio.

I primi anni non furono facili, ma pian piano, animata da entusiasmo e senso di responsabilità dell’inizio, la Banca Popolare del Cassinate iniziò ad affermarsi come una presenza che poteva davvero far crescere il territorio. Una banca sana e trasparente che si fece strada anche nei cuori dei cassinati, che accolsero con disponibilità il progetto e cominciarono ad affidare i loro risparmi al nuovo Istituto. E così, pian piano, iniziò una grande crescita.

La ripresa economica degli anni Sessanta diede inizio all’ampliamento della BPC con l’apertura delle prime due filiali di Atina (1963) e San Giorgio a Liri (1967).

Nel 1966 scomparve il Sen. Piercarlo Restagno. Alla guida dell’Istituto si susseguirono l’ing. Roberto Tamburrini, il Geom. Raffaele Varlese, il Prof. Pietro Malatesta.

Negli anni ‘70 il territorio del Cassinate si trasformò da zona prevalentemente agricola e commerciale ad insediamento industriale con vocazione al terziario. La creazione dello stabilimento FIAT, infatti, modificò il tessuto sociale ed economico del cassinate. La BPC seppe adeguarsi ai cambiamento senza mai sottrarsi al suo ruolo di banca popolare che riserva un’attenzione speciale a famiglie e piccoli imprenditori nello spirito di quanto diceva Luigi Luzzatti, padre delle banche popolari: «poco a molti e non molto a pochi».

Da allora la banca ha proseguito nel consolidamento del proprio assetto territoriale, con l’apertura di nuovi sportelli: Roccasecca (1971), Aquino (1973), Cervaro (1974), Esperia (1982), San Donato Valcomino (1987), Frosinone (1987), Sant’Elia Fiumerapido (1989), San Giovanni Incarico (1991), Arce (1990), Villa Latina (1991), Sora (1994), Pontecorvo (1995), Sant’Apollinare (1996), Isola del Liri (2003), Arpino (2007), Piedimonte (2011), Ceprano (2011), Ceccano (2011), Formia (2011).

Nel 1986, dopo essere stato Presidente del Collegio Sindacale e Vice Presidente del CdA, Donato Formisano venne eletto Presidente dell’Istituto. Nello stesso anno, in occasione del trentennale dalla fondazione, venne realizzata la sede di Piazza Diaz, nella quale furono trasferiti gli uffici della sede centrale e vennero effettuate importanti scelte strategiche.

Si affermò anche la collaborazione con enti prestigiosi, tra cui l’Università degli Studi di Cassino.

La Banca è cresciuta grazie alla fiducia dei risparmiatori e ha ricambiato questa fiducia garantendo occupazione ai giovani (i suoi dipendenti sono tutti originari della zona), tutelando le imprese, valorizzandone e sostenendone la creatività e il lavoro, erogando credito, sostenendo l’arte, la cultura, la solidarietà, lo sport.

Oggi, a più di sessant’anni dalla sua fondazione, la Banca Popolare del Cassinate, con i suoi circa 150 dipendenti e le sue 25 agenzie, con il suo forte legame con la tradizione e la sua costante apertura al futuro, rappresenta un vero punto di riferimento e una risorsa per il territorio.

Il “guardare oltre le macerie” che, negli anni della ricostruzione post bellica, ha segnato l’inizio dell’attività della banca, è la prima grande cifra della BPC, unita ad una marcata vocazione locale e territoriale. Dal 1955, il legame con il territorio si è declinato in un vasto patrimonio di relazioni personali e umane, che impegnano la banca ad un’attenzione scrupolosa e responsabile verso i propri stakeholders: i clienti, gli enti, le istituzioni, le imprese, gli attori economici e sociali del territorio.